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La Famiglia, uno stile per abitare il mondo

Ai presidenti e loro collaboratori dei
Centri Culturali Cattolici

Abbiamo sintetizzato in questi pochi punti le relazioni del Convegno, perché ne possiate fare oggetto di approfondimento e di ulteriore sviluppo nella programmazione delle vostre attività nei vostri Centri.

La Famiglia, uno stile per abitare il mondo

Questo l’argomento su cui ci hanno intrattenuto i quattro relatori del nostro Convegno di sabato 16 maggio u.s..
Noi, seguendo anche la parola del nostro Arcivescovo: “…è urgente metterci in ascolto della vita quotidiana e accogliere le parole delle famiglie, per riconoscere i frammenti di Vangelo già iscritti nella loro vita quotidiana, ma anche per incrociare e comprendere le richieste che esse presentano alla comunità cristiana”, abbiamo approfondito questa esigenza e ci siamo messi in ascolto.

Così abbiamo scoperto che:
• la famiglia non è finita, non è morta, ma è solo profondamente mutata. Sono emerse nuove forme famigliari ed anche la progressiva privatizzazione dell’istituto famigliare: non più famiglia bene pubblico ma famiglia che rientra totalmente ed esclusivamente nella sfera privata in contrasto con l’affermazione che la famiglia è un comportamento e una condizione socialmente rilevante;
• la famiglia è ambito educativo primario insostituibile, a partire dalla nascita e per tutto il ciclo di vita delle persone;
• a noi spetta il recupero del nesso ineludibile tra società e famiglia valorizzando le relazioni con l’esterno che possono accrescere il processo di valorizzazione della famiglia tenendo presente che la famiglia possiede vincoli vitali e organici con la società perché ne costituisce il fondamento e l’alimento continuo mediante il suo compito di servizio alla vita;
• oggi assistiamo ad una diminuzione dei matrimoni, ad un aumento delle unioni libere e ad un aumento delle separazioni dovuti a molteplici cause tra le quali spicca un profondo mutamento del legame coniugale avvenuto nel corso del tempo. La coppia quindi si mostra oggi più fragile e soccombente sotto la spinta di tendenze individualistiche. A noi spetta il compito di curare e sostenere il legame culturale cosi poco protetto accompagnando la coppia nelle fasi della sua costituzione e nei suoi passaggi critici e stimolandola a trasformare la comunità famigliare adeguandola all’evoluzione delle esigenze nel corso del tempo e alle nuove sfide sociali;
• un altro punto che ci ha obbligato a una riflessione e la drastica riduzione delle nascite che non stanno più assicurando il ricambio generazionale e l’equilibrio tra i giovani e gli anziani. Questo genera problemi sociali quali un aggravio sanitario, pensionistico, e la necessità di una seria politica sociale che affronti il problema della cura dell’anziano valorizzando l’apporto che la famiglia può dare, ma contemporaneamente promuovendo e attivando risorse istituzionali e reti comunitarie.
• ci ha anche colpito l’affermazione che la famiglia di ciascuno di noi porta con se “uno stile di famiglia” e che ci è richiesto di ricreare la famiglia come uno stile singolare, nuovo, creativo da vivere e gustare dentro di noi e da trasmettere ai figli e attraverso di essi trasformare il mondo. Stile che deve “abitare” nella vita quotidiana, nel lavoro dove l’uomo trasforma le cose ricevute come dono in offerta a Dio gradita prendendo coscienza cha la capacità produttiva ed economica dell’uomo sono dono di Dio, stile che infine ”abita” il mondo creando uno stile diverso nei nostri rapporti sociali, nelle amicizie, nella scuola e nella società ecclesiale. Accogliamo così l’appello a far sì che la famiglia unitamente alla Chiesa possano umanizzare il mondo introducendo un nuovo stile di famiglia.